Somministrazione di lavoro a tempo determinato

La Somministrazione di lavoro a tempo determinato è la forma privilegiata di Buona Flessibilità, soprattutto nell’attuale contesto economico.

Il contratto commerciale di somministrazione di lavoro viene stipulato tra un utilizzatore e un’Agenzia per il Lavoro autorizzata dal Ministero del Lavoro alla fornitura professionale di manodopera, uno strumento di gestione delle Risorse Umane che garantisce flessibilità alle imprese e ai lavoratori.

La normativa contenuta nel Decreto Legislativo n. 81 del 2015 è integrata dallo specifico Ccnl per la categoria delle agenzie di somministrazione di lavoro, sottoscritto il 27 febbraio 2014 da Assolavoro e dalle organizzazioni sindacali di settore Nidil Cgil, Felsa, Cisl e UilTemp. Tale Ccnl prevede, tra l’altro, che il contratto di assunzione a termine per somministrazione possa essere prorogato fino a 6 volte (a differenza di quanto avviene in caso di uno o più rapporti a termine attivati direttamente dall’azienda con un lavoratore, che possono contrare su un massimo di 5 proroghe a prescindere dal numero dei singoli contratti stipulati), per una durata massima di 36 mesi.

Durante la missione il potere direttivo e di controllo è esercitato dall’utilizzatore, mentre il potere disciplinare rimane in capo all’Agenzia, che lo applica sulla base degli elementi forniti dall’utilizzatore. Per tutta la durata della missione il lavoratore somministrato ha diritto, a parità di mansioni svolte, a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti diretti dell’utilizzatore.

L’eventuale previsione di limiti quantitativi all’utilizzo della somministrazione a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi applicati dalle Aziende utilizzatrici.

Il ricorso alla somministrazione è vietato:
  • per la sostituzione di lavoratori in sciopero;
  • presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i 6 mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione, salvo che il contratto sia attivato per sostituire lavoratori assenti o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi;
  • presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione che interessi lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione;
  • da parte di datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi.

I lavoratori somministrati non sono computati nell’organico dell’azienda utilizzatrice ai fini dell’applicazione di normative legali o contrattuali, fatta eccezione per quelle relative all’igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro.

In caso di somministrazione di lavoratori disabili, qualora la missione abbia una durata non inferiore a dodici mesi il lavoratore somministrato è computato nella quota di riserva di cui alla Legge n. 68 del 1999, consentendo quindi all’Azienda utilizzatrice di assolvere ai relativi obblighi.

Sempre in materia di sicurezza, inoltre, il lavoratore somministrato ha diritto ad essere informato sui rischi connessi alle attività produttive in generale e deve essere addestrato all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa.

Riferimenti Normativi

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