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Il report di Umana indaga tempi, profili e nuove aspettative dei candidati. Caprioglio: “Le nuove generazioni chiedono coerenza, valori e prospettive. Fondamentale per le imprese saper rispondere”

Si cerca più spesso quando si è al lavoro. Al mattino, appena arrivati in ufficio, verso le 9. Il martedì, e quasi mai nel week end. E a cercare è in prevalenza chi ha poca esperienza, e vuol cambiare spesso.

È l’analisi del Centro Studi di Umana su circa un milione di candidature ad annunci di lavoro pubblicati nel 2025 e inviate da circa 350.000 utenti (in media 2,5 candidature per persona) da cui emerge che il 38% dei candidati sceglie il martedì o il mercoledì (con una leggera prevalenza del martedì) per inviare il proprio CV. Il 40% di queste candidature sono inviate ai nostri data base tra le 7 e le 12 (con un picco alle ore 9). Poche le candidature registrate nei weekend (solo il 16,5% del totale).

Chi si candida?

Dall’analisi emerge che il 90% di queste candidature arriva per annunci di lavoro che richiedono poca esperienza (1-3 anni) o nessuna esperienza pregressa. Le candidature si concentrano prevalentemente su opportunità offerte nei settori dell’industria meccanica, dei macchinari e della lavorazione dei metalli (24% delle candidature), seguiti da commercio e grande distribuzione organizzata (14%) e comparto moda e lusso (7%).  Le regioni da cui proviene il maggior numero di candidature sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Capire chi sono i candidati, quando si attivano e come si muovono nel mercato diventa fondamentale per le imprese, sia per interpretare in anticipo i cambiamenti in atto sia per costruire in modo efficace il giusto matching fra aziende e candidati o per trattenere i talenti nella propria comunità.

Forte mobilità: Un segnale per le imprese

Il dato temporale, letto insieme al profilo dei candidati, restituisce un’indicazione chiara: la ricerca di lavoro è oggi guidata in larga parte da persone all’inizio del proprio percorso professionale, con una forte mobilità. Per chi ha già un’occupazione, l’inizio della settimana, in particolare, può diventare un momento in cui si mette in discussione la propria posizione lavorativa, la coerenza con le proprie aspirazioni, fra i propri valori e quelli dell’azienda in cui si lavora, e si iniziano a valutare alternative. 

Emerge inoltre con forza (solo il 16,5% delle candidature arrivate nel week end) la tendenza a voler mantenere separato l’ambito professionale dalla vita privata, anche se si ha necessità di cambiare lavoro o addirittura se si è ancora alla ricerca.

Per questa fascia di candidati, tuttavia, la ricerca non si esaurisce in una risposta “di impulso”. Anche quando nasce da un’esigenza impellente, chi è alla ricerca sviluppa una strategia: non si guarda solo alla posizione offerta, ma alla qualità dell’esperienza complessiva. Il contesto organizzativo, i valori aziendali, la possibilità di crescita e la capacità dell’impresa di trattenere i talenti diventano elementi centrali nella scelta.

“Questi dati – spiega Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana – mostrano come la ricerca di lavoro, soprattutto tra i più giovani, non si esaurisca nel momento in cui si trova lavoro. L’inizio della settimana, in particolare tra martedì e mercoledì, può rappresentare un momento in cui si attivano riflessioni più immediate sulla propria condizione professionale. Emerge con forza una crescente attenzione alla qualità del lavoro: le nuove generazioni cercano contesti coerenti con i propri valori, opportunità di crescita e ambienti capaci di coinvolgerle nel tempo. Per le imprese, questo significa saper intercettare questi segnali e rispondere in modo autentico e strutturato per riuscire a trattenere e ad attrarre i talenti”.

La sfida quotidiana di Umana è quella di trasformare una candidatura in un matching efficace fra la persona e l’azienda: “E questo avviene – continua Caprioglio – grazie alla conoscenza delle imprese, del tessuto produttivo su cui insistono, e grazie all’ascolto competente dei candidati da parte dei nostri recruiter”.

Le strategie delle aziende

Fondamentale è l’allineamento fra le organizzazioni aziendali alle “nuove aspettative”, in particolare delle generazioni più giovani, attraverso politiche di welfare aziendale, percorsi di formazione di valore, attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavoro, corretto collocamento nei ruoli e allineamento tra competenze, strategie di employer branding, cultura organizzativa. L’obiettivo è una gestione del personale sostenibile e consapevole, fondata sulla conoscenza approfondita di ciò che oggi i candidati cercano e delle leve che rafforzano engagement, attraction e retention.

“Per le imprese – conclude Caprioglio –, dotarsi di strumenti per leggere e gestire le dinamiche interne è fondamentale. Monitorare il clima organizzativo, valutare le competenze, analizzare i percorsi di crescita e i carichi di lavoro consente di intercettare in anticipo segnali di disallineamento e possibili criticità, come il rischio di turnover. Itinere, divisione di Umana, per rispondere a questa esigenza mette a disposizione delle aziende strumenti specifici come il Bilancio di Competenze, il Career Check e l’Analisi di Clima, accompagnandole nell’utilizzo efficace di queste leve all’interno dei processi organizzativi e nei percorsi di sviluppo e miglioramento”.

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