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Le performance su etica e integrità, le modalità di gestione su assunzioni interne e turnover del personale, su salute e sicurezza del lavoro, le performance ambientali su formazione e istruzione, su modalità di gestione delle diversità e sulle pari opportunità, sulla gestione della privacy dei clienti e sulla trasformazione digitale e, ancora, su cultura del lavoro e orientamento scolastico, sulle Politiche Attive per il Lavoro e sul rapporto con le comunità locali.

Sono solo alcuni dei parametri valutati in conformità agli Sustainability Reporting Standards pubblicati dal Global Reporting Initiative (GRI standards) certificati da KPMG che costituiscono l’ossatura del Bilancio di Sostenibilità di Umana Report 2020 pubblicato quest’anno e presentato oggi nell’ambito di Connext 2021.

Umana, Agenzia per il lavoro nata a Venezia nel 1997 che conta oggi 140 filiali operative nel territorio italiano, 1400 collaboratori diretti, 30 mila persone inserite ogni giorno di cui 6 mila a tempo indeterminato, si appresta a chiudere l’anno finanziario con un previsionale 2021 di 850 milioni di euro di fatturato.

Ma i numeri certificati e pubblicati nel documento presentato oggi sul quale si è concentrata l’attenzione degli stakeholders della Fiera milanese di Confindustria, sono quelli che riguardano altre performance, forse meno visibili, intangibili, ma altrettanto essenziali nella valutazione delle condotte delle imprese, alla luce degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 in ambito sociale, economico ed ambientale, ma anche quali fattori competitivi per il mercato e per l’accesso al credito.

Per Umana, nel 2004 prima Agenzia per il Lavoro in Italia a rendere pubblico un proprio Codice Etico, misurano l’impegno per il mondo del lavoro e per i lavoratori.

Questi numeri sono, fra gli altri, le oltre 19 mila ore di formazione interna, i 160 mila giovani coinvolti in percorsi di orientamento nell’ultimo triennio, le 260 iniziative convegnistiche sui temi della legalità ed etica (dal 2018), gli oltre 2200 corsi erogati (con Fondo Forma.Temp). Oppure la percentuale delle persone inserite nel mondo del lavoro dopo una Academy (87%), le oltre 6600 persone prese in carico e seguita dalla sua Area Politiche Attive per il Lavoro, la percentuale della componente femminile fra i propri dipendenti (l’85%) o il numero dei somministrati inseriti nelle aziende con contratto a tempo determinato (il 30%). Ma anche i progetti sull’inclusione al lavoro per i soggetti fragili, le azioni sul contrasto al gender gap e il sostegno al rientro dalla maternità dei dipendenti o la partecipazione a 26 Fondazioni ITS.

La sostenibilità – ha spiegato Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umanaè un driver importante per ogni azienda, per ogni amministrazione pubblica, per ogni cittadino. Per noi di Umana che ci occupiamo di lavoro, sostenibilità vuol dire avere cura del futuro delle persone siano esse a capo di un’impresa siano esse persone che in essa vi lavorano. Il nostro Bilancio di Sostenibilità è frutto di un percorso identitario che parte da lontano. I dati, i parametri, i principi su cui è costruito posano basi su un terreno solido fatto di grande impegno e responsabilità, di rispetto delle regole, di cura dei rapporti fra le parti. Sostenibile deve essere il modo con cui si sviluppano le politiche del lavoro e dei lavoratori in azienda. Ma è anche sostenibilità economica perché senza crescita economica non c’è ricchezza e non può esserci lavoro. Sostenibilità è per noi innovazione, formazione accessibile e di qualità, inclusione, valorizzazione delle potenzialità di ciascuno e riduzione delle differenze. Questo documento racconta la nostra visione del mondo del lavoro.

Il Bilancio di Sostenibilità – ha aggiunto Giuseppe Venier, amministratore delegato di Umana è per noi soltanto un punto di partenza, una sfida con nuovi obiettivi da raggiungere per capire meglio dove vogliamo andare. Al suo interno ci sono dei numeri importanti, come i 160 mila giovani coinvolti in percorsi di orientamento. La formazione sarà la chiave di volta del futuro e potrà accompagnare le persone e le imprese in cui lavorano. Dobbiamo lavorare sulla formazione, sulle competenze. Dobbiamo saper prendere per mano le persone, soprattutto i giovani, e dare loro gli strumenti per affrontare le transizioni di lavoro che ci attendono. In maniera non ideologica o consolatoria, ma accrescendo e valorizzando le competenze di cui le imprese hanno più bisogno. Il nostro obiettivo è creare cultura in azienda che sappia dare messaggi chiari che si possano riverberare nell’attività delle nostre comunità, dei nostri dipendenti e collaboratori.

“Rispetto alle importanti tematiche della formazione, delle competenze digitali e del ruolo che il loro sviluppo avrà per sostenere la transizione delle nostre imprese, Confindustria ha ribadito più volte la necessità che siano approntati adeguati strumenti fiscali e finanziari a supporto delle imprese, soprattutto PMI per riqualificare e formare i profili che serviranno. In questo contesto Umana è un grande strumento. Essere il secondo Paese manifatturiero in UE significa avere know-how e risorse che non dobbiamo lasciare indietro ma bisogna puntare sulla formazione, sulle donne e sui giovani”. – ha dichiarato Maria Cristina Piovesana, vice presidente di Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura.

Il lavoro come elemento di creazione di valore dentro un perimetro fatto di rispetto delle persone, delle leggi che regolano le sue forme e delle norme che ne regolano la sua sicurezza, dei principi di equità e correttezza nella gestione dei rapporti fra le parti, della dignità umana. Generatore di economie solide e di crescita sociale. È il lavoro sostenibile, fatto di responsabilità verso i singoli e la collettività, generato nell’ambito di un’economia solida, etica e altrettanto sostenibile.

È da questi elementi che Umana ha declinato il proprio Bilancio di Sostenibilità (https://www.umana.it/bilancio-sostenibilita/), un documento frutto di un lungo percorso identitario presentato oggi a Connext 2021 all’incontro: “La sostenibilità nelle imprese, nel territorio e nel mercato del lavoro; l’esperienza e il percorso di Umana”.

Nello specifico, Umana si è concentrata su 9 dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) che compongono l’Agenda 2030. E fra questi, per Umana è imprescindibile il Goal 8: Lavoro dignitoso e crescita economica, che ha l’obiettivo di incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione di qualità, piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti, in un contesto dove i diritti dei lavoratori e i diritti dei lavori siano pienamente e concretamente realizzati.

Moderata da Cristina Casadei de Il Sole 24 Ore, la tavola rotonda di oggi ha visto anche la partecipazione di PierMario Barzaghi, partner di KPMG Advisory Sustainability & Climate Change Services; Giorgio Santini, presidente AsVeSS; Chiara Mio, professoressa ordinaria Dipartimento di Management Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente Crédit Agricole FriulAdria.

 

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